Metodo Feuerstein

Metodo Feuerstein

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Il successo del Metodo Feuerstein

Originariamente sviluppato per il recupero dei bambini con problemi cognitivi, il metodo Feuerstein è oggi diffuso in oltre trenta paesi e presente nella normale programmazione didattica di molti istituti scolastici.

L’ Università di Torino ha conferito al prof. Feuerstein la laurea honoris causa in Pedagogia indicandolo come: “una delle figure più autorevoli della pedagogia contemporanea, per la rilevanza scientifica e sociale della metodologia e della strumentazione da lui elaborate e applicate ormai in tutto il mondo in un crescendo di consensi da parte di studiosi con diverse affiliazioni teoriche”.

Imparare a imparare

Il Metodo Feuerstein, messo a punto dallo psicologo e pedagogista israeliano Reuven Feuerstein, si pone come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell’allievo, stimolando le risorse che ha dentro di sé. Al centro di questo metodo non ci sono i contenuti (storia, scienze, matematica, ecc.) bensì la strutturazione di processi mentali adeguati ed efficaci che possano facilitare l’allievo nello studio.

Il Metodo si focalizza sul come si utilizza la mente, non sul cosa la mente impara. L’attenzione non è rivolta ai contenuti bensì all’acquisizione di un efficace metodo di studio che diventi un modo di pensare talmente radicato da poter essere usato in ambiti differenti.

Il metodo si basa su due principi fondamentali:

  • l’intelligenza è mutabile e migliorabile in qualsiasi circostanza, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione fisica o psicologica;
  • ciascuno di noi è in grado di evolversi, traendo vantaggio dalle opportunità offerte dall’ambiente circostante purché gli stimoli esterni siano filtrati da un soggetto (genitore, insegnante, educatore,…) capace di svolgere il ruolo del mediatore.
    Feuerstein parla infatti di “Teoria della modificabilità cognitiva strutturale”, secondo la quale le stimolazioni dell’ambiente, se opportunamente mediate, provocano dei cambiamenti nelle strutture neuronali che non solo permangono nel tempo ma che si “autoperpetuano”.

Ogni allievo, dunque, è modificabile e l’intelligenza non è un tratto genetico fisso, dato una volta per tutte alla nascita. L’intelligenza, intesa come insieme di abilità dinamiche e plasmabili, può essere “insegnata” e “appresa” e non vi è limite alle sue possibilità di sviluppo.

Il mediatore

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Reuven Feuerstein afferma che l’allievo costruisce la propria intelligenza attraverso un insieme di interazioni e di scambi favorevoli con i genitori, gli insegnanti e, più in generale, con tutte le persone responsabili della sua istruzione e della sua educazione.

Questa visione porta a una serie di conseguenze molto importanti: i problemi a scuola, ad esempio, non sono più visti come “inevitabili” (“il ragazzo non è portato per la scuola o per la matematica ecc”), ma come un segno del fatto che lo studente non sta utilizzando la sua mente nel modo migliore.

Il metodo Feuerstein, attraverso la figura del mediatore, può aiutare lo studente a diventare consapevole del modo in cui studia e a individuare gli aspetti carenti del suo metodo di studio: come ho ragionato per risolvere questo esercizio di matematica? perché mi sono bloccato durante l’interrogazione di storia? La formazione di abitudine cognitive virtuose incoraggia e sviluppa l’intelligenza del ragazzo e lo rende più sicuro durante il lungo cammino della sua carriera scolastica.

Lo studente può così ”vedere” come pensa ed essere indirizzato a strutturare adeguate modalità di pensiero, in modo che i suoi processi mentali siano il più possibile efficaci nello studio. Questo percorso è indirizzato e orientato dal mediatore che conduce il ragazzo a riflettere sul proprio modo di studiare e lo stimola a conseguire nuovi approcci ed abilità. Imparare a usare una strategia cognitiva per risolvere un problema, significa dare ai ragazzi uno strumento prezioso per accettare e affrontare qualsiasi tipo di problema o difficoltà nell’apprendimento con precisione, spirito di apertura e voglia di sperimentare.

Il “metodo” messo a punto da Feuerstein rende operativi questi concetti teorici attraverso alcuni strumenti pratici molto efficaci che portano il ragazzo a correggere le funzioni cognitive carenti e ad acquisire i concetti base e le operazioni mentali necessarie per la risoluzione dei problemi: la valutazione della propensione all’apprendimento (LPAD), il Programma di arricchimento strumentale (PAS) e il lavoro in team.

-Il LPAD (Learning Propensity Assessment Device) è costituito da una batteria di prove che valutano le funzioni cognitive carenti e la propensione all’apprendimento. Scopo di queste prove è capire il metodo di studio dell’allievo, individuare i punti forti e deboli del suo funzionamento cognitivo e quali siano le possibilità di sviluppo del suo potenziale di apprendimento.

-Il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS) è costituisce la parte operativa del metodo ed è formato da una serie di esercizi carta e matita che non richiedono nessuna conoscenza scolastica particolare. L’obiettivo del PAS è quello di ottimizzare il processo di apprendimento e rinforzare le funzioni cognitive. Anziché focalizzarsi su una specifica materia (italiano o scienze), il PAS punta ai processi di apprendimento in sé. L’obiettivo principale dell’arricchimento strumentale consiste nel promuovere la propensione ad apprendere: acquisizione di nuove strategie e capacità di trovare vie ottimali di risoluzione dei problemi. Il mediatore cerca di attivare un processo di crescita continua che porta il ragazzo a studiare in autonomia, migliorando le sue capacità di linguaggio, di relazione e di organizzazione della vita quotidiana.

– Il lavoro in team con genitori e insegnanti è fondamentale.

Ogni bambino è un sistema complesso e per poter migliorare è necessario intervenire in tutti gli ambiti in cui vive. Per questo motivo il laboratorio di Efficace Mente prevede incontri regolari sia con gli insegnanti che con i genitori per condividere le strategie che si dimostrano funzionare.

IN PRATICA

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Il laboratorio di Efficace Mente è aperto a tutti ed è particolarmente indicato per coloro che hanno presentano difficoltà nell’apprendimento e carenze nello sviluppo cognitivo.

Il Laboratorio ha l’obiettivo di insegnare agli studenti modalità utili per affrontare in modo sereno  e autonomo i compiti e lo studio.

Ogni studente possiede in sé delle competenze e potenzialità che saranno sviluppate per raggiungere gli obiettivi. Lo spazio compiti non ha lo scopo di fare semplicemente i compiti con guide esperte, ma di riflettere e migliorare sul COME si fanno i compiti.

In questo modo i ragazzi potranno  “cavarsela da soli”  senza il bisogno della continua assistenza degli adulti.

Il Laboratorio di Efficace Mente insegna a:

  • organizzare e svolgere i compiti,
  • utilizzare il tempo in modo efficace e produttivo
  • utilizzare il computer nello studio
  • come eseguire una ricerca
  • come scrivere un testo
  • creare un pensiero riflessivo sul metodo di studio (ad esempio:
  • studiare usando schemi e mappe concettuali, rielaborare l’argomento presentato in classe sottolineando il testo e ripetendolo a voce alta)

Obiettivi

  • Aiutare lo studente ad avere tempi e spazi di riflessione personali.
  • Maturare il senso di responsabilità.
  • Stimolare la motivazione.
  • Sviluppare e accrescere l’autodisciplina.
  • Riflettere sul proprio metodo di studio e condividerlo con gli altri ragazzi.

Come si svolge una lezione

Le lezioni del metodo Feuerstein hanno una particolare organizzazione. In primo luogo, quando possibile, nella somministrazione di gruppo i tavoli vengono posti a ferro di cavallo per permettere al mediatore di interagire in modo ravvicinato con ogni singolo allievo. La lezione si svolge poi seguendo le seguenti fasi:

  • Ripasso. All’inizio gli allievi sono invitati a fare un riassunto di quello che è accaduto durante la lezione precedente. Questo rinforza i concetti espressi in precedenza e favorisce un inizio attivo della lezione da parte dello studente. Si crea inoltre un collegamento fra le azioni passate e quelle presenti.
  • Presentazione e osservazione del nuovo problema. Dopo che l’insegnante ha consegnato il materiale per il nuovo lavoro, l’allievo deve osservare ogni minimo particolare e riflettere sulle informazioni che ha a disposizione.
    Discussione sulle osservazioni fatte. Dopo avere riflettuto sul nuovo problema, vengono verbalizzate e confrontate le osservazioni fatte dai vari allievi. Si formulano poi possibili ipotesi di lavoro.
  • Esecuzione del compito. Gli allievi provano a eseguire il compito assegnato. Durante questa fase tipicamente ci si accorge di particolari che non si erano osservati in precedenza, inoltre si mettono a punto nuovi metodi di soluzione.
  • Discussione sull’esecuzione. Terminato il compito, gli allievi devono comunicare ai compagni e al formatore i ragionamenti effettuati durante la soluzione. È importante inoltre mettere in evidenza quali sono stati i problemi incontrati e quali le cause che hanno provocato tali problemi. I metodi utilizzati per risolvere il problema vanno poi scomposti in operazioni mentali elementari. In questo modo gli allievi aumentano la consapevolezza delle azioni svolte.
  • Ragionamento per analogia, generalizzazione regole. In questa fase della lezione occorre trovare situazioni diverse in cui poter applicare i metodi di soluzione adottati precedentemente. Risulta molto utile il confronto con esperienze diverse in quanto ogni allievo tenderà a traslare le problematiche incontrate su di un campo a lui famigliare. Il ragionamento per analogia è tanto più semplice quanto più chiari sono i meccanismi mentali utilizzati nel risolvere i problemi.
  • Sintesi finale. La verbalizzazione finale di quello che è accaduto durante la lezione permette di evidenziare eventuali concetti non chiari e di interiorizzarli meglio.

Comunicare, Riflettere, Condividere, Confrontare

Durante le lezioni viene data grandissima importanza a quattro elementi: verbalizzazione del pensiero, riflessione, condivisione, pensiero analogico.

Verbalizzazione.

La verbalizzazione favorisce il formarsi del pensiero e ne facilita la memorizzazione. È presente in quasi tutte le fasi della lezione.

Riflessione.

Riflettendo e osservando accuratamente il mondo circostante è possibile raccogliere un maggior numero di informazioni sul problema da risolvere. Tanto più alto è il numero di informazioni raccolte, tanto più probabile sarà trovare una delle possibili soluzioni.

Condivisione.

Menti diverse fanno ragionamenti diversi. La diversità va vista come ricchezza e permette di ampliare le proprie capacità di ragionamento. Grazie alla condivisione è possibile capire come risolvere un determinato problema in modi diversi con ragionamenti diversi. Inoltre la discussione con altre persone su un particolare argomento permette di avere un riscontro immediato della validità delle proprie tesi.

Analogie.

La mente umana è in grado di fare un numero limitato di ragionamenti. Molte volte gli allievi sono in grado di risolvere un problema solo se proposto in un determinato modo senza riuscire poi a generalizzare il proprio ragionamento. Tanto più una mente è allenata a fare analogie, tanto più semplice diventa il trovare la soluzione a un problema nuovo. La maggior parte dei problemi nuovi possono essere visti come problemi vecchi posti in un modo diverso.